
Quando la copertura chiede un intervento
I segnali che riguardano il tetto compaiono quasi sempre all’interno prima che sulla falda: macchie di umidità sui soffitti dell’ultimo piano, intonaco che si distacca lungo i muri perimetrali, odore di chiuso nel sottotetto, luce che filtra fra gli elementi del manto. All’esterno si osservano coppi spostati o rotti dopo una giornata di vento, muschio diffuso sulle porzioni meno soleggiate, converse in lamiera ossidate attorno a camini e lucernari, grondaie che tracimano durante i temporali.
Manutenzione, intervento parziale, rifacimento
Non tutti i problemi comportano lo stesso lavoro. La manutenzione riguarda la sostituzione di singoli elementi, la ripresa delle sigillature e la pulizia dei canali di gronda. L’intervento parziale interessa una falda o una porzione di manto, quando il degrado è circoscritto. Il rifacimento completo si rende necessario quando l’orditura in legno presenta marcescenze o deformazioni, quando lo strato di tenuta è esaurito su tutta la superficie o quando si vuole inserire un isolamento che prima non esisteva. La distinzione emerge da un sopralluogo con ispezione del sottotetto, non dalla sola osservazione da terra.
Come è composto un tetto a falde
- struttura portante, con orditura primaria e secondaria;
- tavolato o pannello di supporto;
- barriera al vapore sul lato interno;
- strato isolante termico;
- membrana traspirante di tenuta all’acqua;
- eventuale camera di ventilazione sotto il manto;
- manto di copertura in coppi, tegole o lastre.
Che cosa definire prima di iniziare
Vanno chiariti in anticipo il titolo edilizio richiesto, che cambia a seconda che si tratti di manutenzione ordinaria o straordinaria e della presenza di vincoli paesaggistici, e le eventuali delibere condominiali quando la copertura è parte comune. Un capitolo a sé è la sicurezza dei lavori in quota, che richiede sistemi di accesso adeguati e operatori formati. Le modalità di accesso variano: accanto al ponteggio tradizionale esistono soluzioni con piattaforme aeree o con linee di ancoraggio, adottate dalle imprese che si occupano di rifacimento tetto e descritte nelle rispettive pagine con i limiti di applicazione.
Se sulla copertura sono presenti lastre in cemento-amianto, la rimozione non rientra nella manutenzione ordinaria: va affidata a un’impresa iscritta all’albo dei gestori ambientali, previo piano di lavoro trasmesso all’azienda sanitaria competente.